venerdì 26 maggio 2017 13:09

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Più iodio in gravidanza

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, lo iodio si mangia e non si respira. E’ quindi opportuno correggere la propria dieta in prossimità di una gravidanza, a partire dai mesi precedenti al concepimento.  

Secondo il Global Iodine Nutrition Network, diversi Paesi del mondo presentano un livello di assunzione di iodio insufficiente, con conseguenze importanti sia per le mamme che per i bambini. Lo iodio infatti è un micronutriente indispensabile per garantire il buon funzionamento della tiroide e assicurare la crescita e lo sviluppo del feto: in carenza di iodio, si può avere uno sviluppo mentale insufficiente, problemi di crescita, ipotiroidismo, infertilità, aborto spontaneo, ipertensione gravidica, distacco placentare, parto pretermine.

Diversamente da quanto si ritiene comunemente, lo iodio si mangia e non si respira. Lo iodio necessario per una adeguata funzione tiroidea di un adulto è pari a 150 mcg al giorno e va  assunto con la dieta:

crostacei e pesci

in minor misura, latte latticini e uova.

Per raggiungere 150 mcg di iodio al giorno è sufficiente:

bere quotidianamente una tazza di latte

utilizzare il sale fino iodato per condire gli alimenti

mangiare pesce marino 2-3 volte alla settimana.

Un'importante eccezione è rappresentata dalla donna in gravidanza e durante l'allattamento, quando il fabbisogno di iodio sale a circa 250 mcg al giorno.

E' semplice eseguire una autovalutazione ponendosi queste semplici domande:

Utilizzo per condimento sale iodato?

Assumo almeno due pasti a base di pesce alla settimana?

Se la risposta è sì la carenza iodica può essere esclusa, altrimenti è abbastanza probabile.

In sintesi:

nei 3-4 mesi precedenti alla gravidanza è opportuno associare una dose ulteriore di 50-200 mcg/giorno di iodio. L'integrazione con iodio potrà essere fatta utilizzando preparati multivitaminici ad hoc (che contengono vitamine, ferro, altri minerali e 100 - 200 mcg di iodio/dose giornaliera)

dopo il concepimento è invece opportuno utilizzare integratori di iodio oltre alla normale iodoprofilassi (uso di sale iodato e dieta congrua) per tutta la gravidanza e proseguire l'integrazione nel corso dell'allattamento. In corso di gravidanza infatti, in seguito ad una maggiore sollecitazione dell’attività tiroidea materna, necessaria per lo sviluppo neuropsicologico fetale, la quantità giornaliera di iodio raccomandata sale a 250 mcg.

un'analoga quantità è necessaria durante tutto il periodo dell'allattamento, ovvero una quantità giornaliera di iodio pari a 250 mcg. 

Vedi fonte....

 

 

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