venerdì 26 maggio 2017 11:05

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Misurazione Parametri vitali

Pressione Arteriosa - PA

La pressione arteriosa sistemica, conosciuta anche semplicemente come pressione arteriosa è la pressione delsangue arteriososistemico misurata a livello del cuore. Viene espressa in millimetri di colonna di mercurio (mmHg).

La pressione del sangue, intesa come l'intensità della forza che il sangue esercita su una parete del vaso di area unitaria, varia lungo tutto l'apparato vascolare: infatti la pressione arteriosa diminuisce progressivamente dal ventricolo sinistro del cuore fino alle arteriole.

La pressione arteriosa (PA) esprime l'intensità della forza con cui il sangue (contenuto) spinge sulle pareti arteriose (contenente), divisa per l'area della parete.

Tale pressione è il risultato dei seguenti fattori:

  • forza di contrazione del cuore
  • gittata sistolica, ovvero quantità di sangue espulsa per ogni contrazione (sistole) ventricolare
  • frequenza cardiaca (numero di battiti cardiaci al minuto)
  • resistenze periferiche, ovvero la resistenza opposta alla progressione del sangue dallo stato di costrizione delle piccole arterie
  • elasticità dell'aorta e delle grandi arterie.

La pressione arteriosa, quindi, si distingue in:

  • pressione sistolica (o "massima"), durante la contrazione o sistole ventricolare
  • pressione diastolica (o "minima"), durante il rilassamento o diastole ventricolare

Classificazione

Sistolica

Diastolica

ipotensione grave

<80

<60

ipotensione moderata

80-89

60-64

ipotensione lieve

90-99

65-69

normale bassa

100-109

70-74

normale

110-119

75-79

ottimale

120

80

normale

120-129

80-84

normale alta

130-139

85-89

Ipertensione lieve

140-159

90-99

Ipertensione moderata

160-179

100-109

Ipertensione grave

>180

>110


Frequenza Cardiaca

La frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto (bpm). Insieme alla temperatura corporea, la pressione

sanguigna e il ritmo respiratorio, è una delle funzioni vitali.

Valori Normali.

A riposo la frequenza cardiaca di un essere umano adulto è di circa 70 bpm nell'uomo e di circa 75 bpm nelle donne, mentre nei neonati la frequenza a riposo è di circa 100-180 bpm.

Età

Frequenza cardiaca normale a riposo

Neonati

80 a 180

Bambino

80 a 100

Adolescenti

70 a 120

Adulti

60 a 90

 

Valori Massimi.

Il cuore sotto sforzo aumenta la sua frequenza fino a un valore massimo. Tale valore può essere determinato in modo diretto solo mediante una specifica prova sotto sforzo.

In alternativa alla misura diretta, la frequenza cardiaca massima può essere stimata con la formula di Cooper:

FC_max = 220 - età,

oppure con una formula più precisa (Tanaka H, Monahan, Seals)[2], secondo cui:

FC_max = 208 - (0,7 × età).

La frequenza cardiaca massima è correlata ad altri parametri come la gittata sistolica, e la quantità massima di ossigeno che un individuo può utilizzare nell’unità di tempo. I valori massimi sono in riferimento ad attività continuative, potendosi reggere il carico massimo per un tempo indicativo di 10 minuti, che si riduce sensibilmente da persona a persona.

 

Caratteristiche.

Il polso arterioso è costituito da determinati parametri:

  • Frequenza, quante pulsazioni al minuto
  • Ampiezza, indica di quanto si distende la parete arteriosa, caratteristica legata alla volemia (gittata cardiaca) e all'elasticità della parete arteriosa
  • Ritmo, indica se le pulsazioni si susseguono in modo regolare o meno (ritmico o aritmico)

 

Misurazione.

Viene misurata generalmente per mezzo del polso arterioso, anche se in alcuni casi, come per esempio in presenza di aritmie questo metodo è inaccurato. L'auscultazione, cioè l'ascolto dei battiti cardiaci per mezzo di uno stetoscopio è un metodo di misurazione più efficace, così come l'elettrocardiogramma.

 

Temperatura Corporea - TC

La temperatura corporea umana è la temperatura corporea centrale normale degli esseri umani ed è comunemente considerata di 36.5 °C. In proposito sono stati compiuti molti studi e, a seconda delle fonti, sono stati indicati vari possibili temperature “normali”. Gli studi più recenti indicano generalmente una temperatura di 37 °C, con una certa variabilità individuale (di circa ±0,4 °C). Gli studi sono che varia da soggetto a vari esseri umani soprattutto La temperatura corporea permette di valutare l’efficienza della regolazione termica che si presenta nel corpo umano in base agli sbalzi di temperatura ambientale e all’intensità dell’attività svolta. La temperatura periferica (pelle, mucose, muscoli, estremità, ecc.) è variabile. {La temperatura media del corpo di una persona varia in funzione del sesso, dell’attività recente, del consumo di alimenti e liquidi, dell’ora della giornata e nelle donne in base alle fasi del ciclo mestruale.

Oltre alla variabilità individuale bisogna anche tenere conto che la temperatura corporea fluttua normalmente durante il giorno, con il livello più basso il mattino alle 4 e col più alto la sera alle 18. Perciò una temperatura di 37 °C potrebbe essere febbre il mattino, ma non nel pomeriggio. Inoltre possono intervenire altri fattori come la digestione, l'età, l'attività fisica e, nelle donne, il ciclo mestruale, infatti, il progesterone, prodotto durante l'ovulazione, aumenta la temperatura da 0,3 a 0,6 °C, senza dimenticare eventuali terapie farmacologiche

Il centro termoregolatore è situato nell'ipotalamo protetto da forme di fenomeni aggressivi, riceve stimoli regolati e rilevati dai termoricettori profondi e superficiali. Tale centro è costituito da neuroni sensibili alla variazione di temperatura, rispetto alla temperatura di riferimento (36.5 °C). Sono situati nella regione preottica dell'ipotalamo e si dividono in 2 categorie:

  • Neuroni Recettivi
  • W: responsabili di captare variazioni al di sotto o al di sopra della temperatura di riferimento
  • i: di integrazione
  • Neuroni Effettori
  • w: deputati alla termodispersione
  • c: deputati alla termoconservazione

Quando ci sono variazioni al di sopra o al di sotto del range di temperatura, l'organismo cerca di riportare la temperatura corporea ai valori normali, e lo fa con contrazioni muscolari (90% della termogenesi) e variazioni del metabolismo cellulare determinando una iperproduzione di energia, oppure tramite la vasodilatazione e sudorazione per cercare di disperdere il calore. La termoregolazione è quindi il bilanciamento tra la termogenesi e la termodispersione.

Si parla anche di termogenesi post-prandiale per riferirsi alla produzione di calore in seguito all'ingestione di alimenti.

 

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